LA PSICOSINTESI

 

 

 

Nasce in Italia nella prima metà del secolo scorso. 

Il suo fondatore, Roberto Assagioli, fu uno dei primi psicoanalisti italiani e collaborò con Sigmund Freud e Carl G. Jung. 

Pur essendo, nelle origini, un approccio psicodinamico, la psicosintesi si evolve su un piano umanistico, esistenziale e transpersonale.

 

Il suo presupposto è che la personalità umana non è formata da una struttura monolitica, ma da un complesso sistema di elementi in continuo divenire che, attraverso un percorso di armonizzazione e sintesi, possono contribuire alla realizzazione delle potenzialità di ogni donna e di ogni uomo.

 

La molteplicità dell’animo umano è considerata una ricchezza sulla quale far leva per raggiungere uno stato di benessere. Tuttavia tale molteplicità può essere impiegata a nostro favore solo se esiste un centro (l'Io) capace di svolgere la sua funzione di guida e di armonizzazione. 

 

Tale percorso inizia con la scoperta delle varie parti che compongono la personalità. La conoscenza di ciò che siamo, nelle sue componenti coscienti ed inconsce, è spesso il primo, fondamentale, passo verso la trasformazione.

A tal proposito la Psicosintesi si avvale di innumerevoli tecniche: immaginative, espressive, di drammatizzazione, ecc. 

 

Concetti fondamentali nell’approccio psicosintetico sono: 

 

La Disidentificazione: solo un Io libero dalle identificazioni con le varie parti della personalità (emozioni, pensieri, desideri, ruoli ed immagini sociali, ecc.) può essere una guida verso la realizzazione di se stessi. 

 

La Volontà: è quella parte di noi che ci permette di compiere delle scelte. E’ legata ad una personalità sempre più libera e in armonia. 

 

Il Sè Transpersonale: l’essere umano si confronta con esperienze fisiche, mentali, emotive, ma anche esistenziali e spirituali. Nell’ottica psicosintetica nessuna di queste dimensioni è tralasciata e si tende a valorizzare l’esperienza personale nella sua unicità.